Cisternino con i bambini

Se state trascorrendo le vacanze nella bellissima Puglia, è obbligatorio organizzare una tappa a Cisternino con i bambini, proprio come hanno fatto i miei amici Giovanna e Tiziano con la loro figlia Fiorella. Cisternino è uno dei quei borghi della Valle d’Itria un po’ magici e misteriosi, che vale la pena visitare, e per i bambini quest’anno c’è un motivo in più: le tantissime altalene sparse per le viuzze del paese! Pronti a scoprire insieme a noi uno dei luoghi più belli della nostra penisola?

Se state trascorrendo le vacanze nella bellissima Puglia, è obbligatorio organizzare una tappa a Cisternino con i bambini, proprio come hanno fatto i miei amici Giovanna e Tiziano con la loro figlia Fiorella. Cisternino è uno dei quei borghi della Valle d’Itria un po’ magici e misteriosi, che vale la pena visitare, e per i bambini quest’anno c’è un motivo in più: le tantissime altalene sparse per le viuzze del paese! Pronti a scoprire insieme a noi uno dei luoghi più belli della nostra penisola?

Cisternino con i bambini

COSA VEDERE A CISTERNINO CON I BAMBINI

Accovacciato su di un gradone calcareo della Murgia Orientale a dominio della Valle d’Itria, eccoci arrivati a Cisternino, uno dei luoghi più belli della nostra penisola, un territorio unico tra strette colline di uliveti e vigneti, dove gli antichi trulli creano una scenografia a dir poco meravigliosa. Passeggiando nei vicoli e nelle piazzette del borgo si è avvolti dal profumo della carne cotta ai fornelli fuori dalle macellerie, e la bellezza delle case addossate le une alle altre, unite da archi, intervallate da scalette esterne, ornate da balconcini e maschere in pietra, ci stupisce per il loro bianco candore.

Non c’è un vero e proprio itinerario da seguire, il bello della visita sta nel perdersi e poi ritrovarsi, scoprendo i vari monumenti tra i colori vivaci del borgo, come il rosso della terra, il verde degli ulivi insieme al bianco dell’architettura. Troviamo Piazza Garibaldi con la sua Torre dell’Orologio, via Santa Maria di Costantinopoli dove si ammirano due testimonianze di devozione popolare, la Madonna del falegname, un dipinto su tavola, ed un affresco sempre della Vergine, i tanti palazzi che raccontano la storia civile di Cisternino, da quello del Governatore fino a palazzo Cenci, palazzo Lagravinese e palazzo Pepe.

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D’obbligo una fermata alla Chiesa Madre intitolata a San Nicola, dove all’interno è conservato il tesoro d’arte più pregevole di Cisternino: un capolavoro rinascimentale della Madonna con Bambino scolpita in pietra nel 1517 da Stefano di Putignano. La Vergine tiene in grembo Gesù con un piccolo cardellino, un’opera d’arte da vedere assolutamente!

LE ALTALENE DI CISTERNINO

Cisternino, quest’estate 2021, è stato soprannominato il “Borgo che dondola“. Infatti, tra le vie del paese, accanto ad alcuni negozi storici, i bambini scopriranno, come una caccia al tesoro, le tante altalene su cui dondolarsi e scattare tantissime fotografie, proprio come ha fatto la nostra Fiorella, la quale addentrandosi tra viuzze, archi, scalette e balconcini adornati di fiori coloratissimi ha scoperto tre altalene dedicate alla Divina Commedia, in particolare Inferno, Purgatorio e Paradiso. Naturalmente Fiorella merita la posizione del Paradiso! E poi ha scoperto l’altalena dedicata a Rino Gaetano o a Frida Kahlo, e tante tante altre, insomma c’è proprio da sbizzarrirsi nella scelta!

LA LEGGENDA DEL MONACHICCHIO

La Puglia della Valle d’Itria è per antonomasia un luogo magico e misterioso, proprio come Cisternino, un borgo misterioso e spirituale. Magia, incantesimi, superstizioni, folletti e spiritelli che si intrecciano con le vicende quotidiane della gente pugliese, proprio come la leggenda che sto per raccontarvi.

La leggenda narra di uno spiritello di casa, bizzarro e dispettoso, di nome Monachicchio. Un folletto dall’aspetto gentile, bello di viso con in testa un berrettino di color rosso, “u cappucciu”. Ancora oggi ci sono vecchietti che ci credono, dicendo che esso è lo spirito di un bambino morto senza battesimo, che però non fa paura.

Infatti, il monachicchio, sotto le sembianze di un folletto, si diverte immischiandosi nelle faccende degli uomini con beffe e scherzi fino a far perdere loro la pazienza, ad esempio nascondendo gli oggetti nei luoghi più impensati, togliere le coperte dal letto, fare il solletico ai piedi, buttando la sabbia negli occhi, far cadere i panni stesi, dando pizzicotti oppure rovesciando dei bicchieri pieni di vino. È uno spiritello innocuo, ma davvero insopportabile, e l’unico modo per renderlo servizievole e sottometterlo, è quello di togliergli il suo prezioso cappellino.

Il monachicchio è disposto a tutto pur di riavere il suo berretto, facendo mille promesse e piangendo teneramente come un bambino. Ma non bisogna cadere nel suo tranello, perché appena rientrato in possesso del suo prezioso copricapo, facendo linguacce e sberleffi tra folli salti, tutto soddisfatto sparisce senza mantenere alcuna promessa, nel suo fantastico mondo dove abita, in una grotta ricca di tesori.

Molti contadini di un tempo, ancora in vita, raccontano che il loro rammarico è rimasto quello di non essere mai riusciti a impossessarsi del “cappucciu” del monachicchio! E se ci provassimo noi? Beh, non ci resta che stare attenti ed aguzzare la vista!

SAPORI TIPICI PUGLIESI

Come ogni città pugliese che si rispetti, anche Cisternino è un trionfo di genuinità, di gusto e di tradizione; infatti, i sapori sono quelli di una volta ed il menù è particolarmente ricco e variegato. Tipici della zona sono i fornelli pronti, macellerie che hanno le griglie al di fuori del locale su cui arrostiscono al momento la carne appena scelta nel negozio. Potrete scegliere tra salsicce, le tipiche bombette (involtini di maiale ripieni di formaggio), testine di agnello, e i gnummeredd (spiedini fatti con le interiora di agnello), il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino.

Ma non c’è solo carne a Cisternino! Nei vari negozi e ristoranti del paese troverete anche le friselle, buonissime con un filo del buon olio pugliese, le fave, con cui si prepara il purè, e le famose orecchiette, protagoniste della sagra che si svolge nel mese di Agosto: orecchiette al sugo con pecorino e formaggio ricotta, oppure rape e acciughe, assolutamente da provare, una vera squisitezza!

Per concludere, vi consigliamo un dolce tipico della zona che si mangia durante il periodo di Pasqua: “u churruchele“, a forma di borsetta con due uova sode o a forma di bambola con un uovo sodo. Allora non resta che farvi stuzzicare l’appetito!

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COME RAGGIUNGERE CISTERNINO

Cisternino è ben collegata al resto d’Italia con la rete stradale e ferroviaria. Ecco tutti i modi per raggiungerla:

  • In auto: in autostrada, per chi proviene da nord, uscire a Bari nord, seguire indicazioni per SS16 direzione Brindisi, seguire le indicazioni per Cisternino per immettersi sulla SS379. Per chi proviene da sud, invece, prendere l’uscita dall’autostrada Brindisi-Lecce, seguire le indicazioni per SS16 in direzione Bari e seguire le indicazioni per Cisternino.
  • In treno: Cisternino è collegata tramite navette e autobus alle seguenti stazioni: Polignano a Mare, Monopoli, Fasano (la più vicina) e Ostuni. Il comune è servito dalla linea Ferrovie Sud Est. Per gli orari consultare il sito di Trenitalia.
  • In aereo: gli aeroporti più vicini sono quelli di Brindisi (che dista 50km) e Bari (80km). Dagli aeroporti, poi, ci sono i collegamenti via autobus e navette con i paesi dell’entroterra, tra cui Cisternino.

Un grazie particolare, come sempre, ai nostri amici ed in particolare alla nostra bellissima Fiorella, per averci regalato insieme ai suoi genitori una meravigliosa esperienza! A noi non resta che immergerci nel verde degli ulivi di questa stupenda perla della Valle d’Itria!

Concludo con una bella citazione:

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Cesare Pavese

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