Grotta di Zinzulusa con i bambini

Siete curiosi di scoprire un luogo molto suggestivo ed originale, frutto solo del caso e della forza della natura? Oggi vi parliamo della Grotta di Zinzulusa, una delle dieci grotte più belle d’Europa, sia per la sua dimensione naturalistica che per la sua rilevanza dal punto di vista geologico. In questo viaggio ci accompagneranno la nostra amica Giovanna e sua figlia Fiorella, raccontandoci tutto quello che c’è da sapere su questa meraviglia della natura. Iniziamo subito!

Grotta di Zinzulusa

DOVE SI TROVA LA GROTTA DI ZINZULUSA?

Ingresso Grotta Zinzulusa

Raggiungiamo Castro, una suggestiva cittadina in provincia di Lecce, in Puglia, ed è qui, al centro del Parco Naturale di Otranto e Santa Maria di Leuca, che si trova la Grotta di Zinzulusa, una delle più interessanti manifestazioni del fenomeno carsico, cioè l’erosione causata dell’acqua. La grotta è stata scoperta casualmente nel 1793 dal vescovo Antonio Francesco del Duca e deve la sua origine a fenomeni carsici, risalenti addirittura all’epoca preistorica.

Custodisce, infatti, numerose tracce preistoriche, reperti paleontologici ed è popolata da specie rare e straordinarie, sia acquatiche che terrestri. Questo straordinario scrigno di roccia è stato reso accessibile al pubblico negli anni ’50 con un percorso calpestabile, permettendo così ai visitatori di percorrere almeno una parte della sua lunghezza. La grotta si raggiunge sia via terra, direttamente dal centro di Castro, sia via mare partendo con un’imbarcazione dal piccolo porticciolo di Castro Marina.

VISITA ALLA GROTTA DI ZINZULUSA

Fiorella è molto emozionata, perché non è mai entrata in una grotta prima d’ora ed è curiosa di conoscere la sua storia misteriosa e affascinante. Raggiungiamo a piedi il piazzale Zinzulusa e da qui scendiamo delle scale molto ripide e tortuose, arrivando così all’ingresso della grotta. Qui abbiamo trovato la nostra guida che, insieme ad una decina di persone, ci ha condotti nelle tre camere principali della grotta, le quali si sviluppano su un percorso di 150 metri. Entriamo nella prima caverna, detta Conca, che rappresenta l’ingresso vero e proprio della grotta.

Fiorella è meravigliata nel vedere delle acque limpidissime dai colori cangianti, ed è proprio qui che hanno trovato riparo gli zinzuli sparpagliati e pietrificati. La grotta deve il suo nome ad un vocabolo del dialetto locale zinzuli, che vuol dire “stracci” per via della forma delle stalattiti che pendono dal soffitto come stracci appesi. Volete sapere come sono arrivati quei stracci nella grotta?

LEGGENDA DELLA GROTTA DI ZINZULUSA

La leggenda narra che, proprio in questo luogo, a Castro, vivesse un barone, il Barone di Castro, un uomo ricchissimo, ma molto cattivo e crudele. Infatti, era così cattivo che lasciò morire la moglie di dolore e costrinse la sua figliola a vestire solo di stracci. La bambina, non avendo un padre amorevole e che si prendesse cura di lei, crebbe triste e sconsolata, ma un bel giorno le si presentò una fata buona, la quale le donò un vestito bellissimo e buttò via quegli stracci che aveva indosso. Il vento fece volare via gli stracci vecchi e logori (in dialetto “zinzuli“), i quali si adagiarono sulle pareti della grotta dove si pietrificarono (da qui il nome Zinzulusa, dato che le sue estremità erano ornate da questi stracci di vestiti fatti volare dal vento). La fata gettò il barone nel profondo delle acque sottostanti alla grotta e, proprio dove lui era adagiato nel fondo marino, si scatenarono delle acque infernali, creando il laghetto chiamato Cocito. I crostacei che assistettero a tutto ciò rimasero accecati per sempre e, come tutte le storie a lieto fine, la bambina, una volta cresciuta, si sposò con un principe ricco e buono e vissero felici e contenti.

Leggi di più: Otranto con i bambini: storia e leggende

SECONDA E TERZA CAMERA DELLA GROTTA DI ZINZULUSA

Grotta di Zinzulusa con i bambini

Le pareti di questa caverna sono impreziosite e decorate con stalattiti e stalagmiti che, con le loro forme particolari, assomigliano, secondo noi, ad una spada, ad un prosciutto e ad un pulpito. Lungo questo corridoio delle meraviglie troviamo un laghetto chiamato Trabocchetto, che ci porta nella seconda caverna, conosciuta anche come Duomo, una caverna di piccole dimensioni, alta 25m, ricca di colonne calcaree e, un tempo, dimora di colonie di pipistrelli. Basti pensare che il gran numero di pipistrelli che abitavano nella grotta abbia accumulato nel corso di millenni ben 7 metri di guano, che è stato poi rimosso per permettere di compiere scoperte scientifiche straordinarie in questa camera, rivelatasi unica in tutto il Mediterraneo.

Raggiungiamo, infine, la terza ed ultima camera della grotta: il Cocito. Fiorella rimane letteralmente a bocca aperta, è affascinata da questo laghetto sotterraneo dall’acqua limpidissima, in cui si può vedere la naturale stratificazione di acqua dolce in alto ed acqua salmastra sul fondo e dove in passato furono scoperti dei piccoli gamberetti ciechi (una specie rara di crostacei) che si erano riparati nella grotta e rimasero all’interno per interi millenni, ed una spugna che cresce in uno dei canali sommersi (una forma di vita che normalmente cresce in condizioni completamente differenti).

CONSIGLI UTILI:

  • Si accede a piedi dal Piazzale Zinzulusa ed il biglietto lo si acquista direttamente in biglietteria.
  • La Grotta di Zinzulusa è aperta tutti i giorni, dalle ore 09.30 alle 19.00 in estate, mentre in inverno dalle ore 10.00 alle 16.30.
  • Il costo del biglietto è di 6€/adulti e 3€/bambini che hanno meno di 11 anni.
  • I gruppi organizzati di almeno 30 persone pagano 4€/ciascuno
  • La visita dura 30 minuti ed è obbligatoriamente guidata.
  • Vi consigliamo di indossare scarpe da ginnastica o antiscivolo, siccome il percorso è abbastanza tortuoso.
  • Le grotte sono ambienti molto umidi e freddi, dunque vi consigliamo di indossare un K-way, anche perché la temperatura all’interno della grotta è di circa 20-22°C.
  • Per maggiori informazioni visitare il sito web del Comune di Castro.

La Grotta di Zinzulusa è una meta turistica di grande pregio e valore, assolutamente da raggiungere e visitare almeno una volta con i bambini, proprio come hanno fatto Giovanna e Fiorella, regalandoci la loro meravigliosa esperienza e le suggestive immagini di questa splendida piccola gemma del Salento!

Concludo con una citazione:

Non fuggire da nessuna parte. Invece di cercare di fuggire, cerca di divenire più consapevole. Quello sarà il vero punto di fuga. Senza rifugiarti da nessuna parte, creerai una caverna nel tuo cuore e comincerai a viverci.

Osho

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